A noi: I care tutto!

Settore in cui opera l'ente
Volontariato, filantropia e beneficenza
Città in cui opera l'ente
Bologna
Tipologia ente

Associazione di volontariato

Social

IL PROGETTO

Esiste un prima ed un dopo rispetto ai grandi eventi socio-economici che inducono trasformazioni strutturali. La pandemia e l’attuale situazione di diffusione della precarietà lavorativa costituiscono uno spartiacque importante che ha trasformato in breve tempo ed in maniera importante la quotidianità di alcune fasce della popolazione, esacerbandone le pregresse vulnerabilità. L’oratorio D. Marcheselli opera da anni come importante presidio educativo e di accoglienza in un territorio, caratterizzato da una grande eterogeneità socio-economica e da un progressivo stato di fragilizzazione di alcune fasce specifiche.Tra queste, il presente intervento intende considerare quella degli adolescenti e giovani adulti e delle donne di origine straniera e italiane. In continuità con il precedente progetto, rimane chiaro come questi due “target” siano ancora molto esposti al rischio di scivolare ancora di più in forme di isolamento legate alla povertà di legami sociali. Dopo la pandemia l'impegno educativo che si intende continuare, è stato quello di lavorare sulla socializzazione dei ragazzi, creare per loro delle opportunità per stare insieme ai pari, fare insieme delle cose in modo da agire sul senso di autoefficacia. Il presente progetto intende spingersi ancora un po’ più in là e vuole lavorare con i ragazzi sui loro interessi, stimolare l’impegno a prendersi cura in prima persona, scoprire o riscoprire il loro personale “I-care”. Questa ricerca sarà facilitata con la proposta di attività manuali, artistiche, di cura e ripensamento degli spazi, di attenzione agli altri e con testimonianze di persone e/o organizzazioni che ad oggi sono in prima linea per contrastare ingiustizie e situazioni di violazioni dei diritti. L’attenzione e la cura degli adolescenti deve necessariamente costruire all'interno di modelli di intervento comunitari, integrati con le altre agenzie di socializzazione che coinvolgono i ragazzi, la scuola, la biblioteca, i gruppi informali dei pari, e non ultimo, la famiglia. Rispetto a questa, negli anni, abbiamo notato come ci sia un progressivo stato di isolamento e di crescente difficoltà delle donne che si ritrovano, spesso ad essere madri senza una rete di supporto, genitori unici, o nella condizione precaria di “parente”accolto. Alcune, a causa della pandemia e del contemporaneo aumento dei costi della vita, non vedono la propria famiglia da anni. In continuità con quanto fatto fino ad ora e in ascolto dei loro bisogno, verranno proposte delle occasioni di incontro e condivisione incentrate sul benessere fisico, sullo stare insieme e sul poter prendere parola. I-care tutto vuole creare dei presidi flessibili di attenzione alle vulnerabilità, inserendosi nel normale tempo della quotidianità , di vita e di socializzazione di giovani ed adulti affinché diventino qualcosa di cui le persone stesse possano prendersi cura diventando così, sostenibili e costruendo il cambiamento di cui c’è bisogno. Infine, un altro modo per prendersi cura è quello di offrire uno spazio fisico a gruppi con particolari vulnerabilità, affinché possano fare di questo luogo fisico uno spazio di parola e di incontro.
Azione 1: Consolidamento rete territoriale .Fase preparatoria e di continuità con le relazioni territoriali,prevede il co-coordinamento con le diverse realtà coinvolte e/o interessate al progetto, dove poter condividere linee di lavoro per l’avvio delle attività, programmazione e verifica degli interventi. Verranno coinvolte le varie componenti associative e di volontariato presenti sul territorio con particolare riferimento al: Tavolo Lame, (Polisportiva Lame, Biblioteca Lame C. Malservisi, Senza il banco, associazione del quartiere Navile) Ufficio Reti del Comune di Bologna, al gruppo delle GEV ,l’associazione Gocce-Aiuti per l’Africa 2, la Biblioteca Comunale Lame - Cesare Malservisi, l’ass.ne Next Generation Italy e il gruppo Mani tese Bologna, Associazione Comunità papa Giovanni XXIII, il gruppo cittadino Civicamente Lame, Portico della Pace, l'ufficio UEPE(Ufficio esecuzione penale esterna), Ministero della giustizia Minorile di Bologna- Ufficio Servizio Sociale Minorenni, Agesci, Istituto Comprensivo 3
Azione 2 Adotta un nonno: Questa iniziativa nata durante la pandemia per rispondere ad una necessità, con il tempo è diventata un appuntamento settimanale tra i ragazzi e alcuni nonni del quartiere segnalati dalla Caritas parrocchia
le.Un’educatrice accompagna i ragazzi nelle consegne che si svolgono a piedi ogni settimana. I ragazzi si sentono utili, i nonni li attendono per parlare con loro e non finiscono mai di ringraziarli.
Azione 5. Testimonianze di I care Incontri con persone, organizzazioni che in prima persona, seguendo l’insegnamento milaniano “mettendoci la faccia” si impegnano sui temi della giustizia, dei diritti e dell’equità. Questo sguardo sul mondo e sulla contemporaneità è una caratteristica educativa che l’oratorio ha da anni e che è in grado di coinvolgere trasversalmente la comunità. - Evento Crescentina letteraria . Come vive un ragazzo, una famiglia, un anziano, una donna in un campo profughi? Di cosa ha bisogno? perchè vive in un campo profughi? Lucia Melloni, infermiera di MSF racconta la sua esperienza nel campo profughi di Metche in Chad

Gironata dedicata alla sicurezza sul lavoro: in asoclto smepre del territorio e di quanto accade a livello nazionale, è stata organizzata una giornata di formazione dedicata alla sicurezza sul lavoro. Lo scopo è di formare lavoratori e sopratutto i numeorsi volontari chedanno il loro tempo. Credimao che il lavoro , come il volontariato, se fatti in sicurezza, migliorano la nostra vita.

"Con questo progetto vogliamo continuare un lavoro educativo che si è costruito negli anni; seguendo l'esempio e la lezione di Don Milani, vogliamo interessarci e prenderci cura dei legami della comunità, in prima persona, mettendoci la faccia" Cristiana Crovetti

- Cristiana Crovetti, Laura Fazi