Food for Thoughts

Settore in cui opera l'Ente
Educazione, istruzione e formazione
Comune in cui opera l'Ente
Bologna
Tipologia Ente

Fondazione

Social

IL PROGETTO

"Food for Thought", realizzato nell'ambito del Bando "Welfare di Comunità e Generativo 2024" di Fondazione Carisbo, offre una risposta integrata e multidimensionale ai fenomeni di esclusione sociale e marginalità economica che colpiscono le fasce più vulnerabili della popolazione urbana, con particolare attenzione a soggetti migranti, disoccupati di lungo corso e persone in condizioni di fragilità psicosociale. Coerentemente con la filosofia del bando, l'iniziativa pone al centro la persona, la comunità e le sue reti relazionali, e adotta un impianto metodologico che intreccia intervento psicoeducativo, formazione professionale, accompagnamento all'autoimprenditorialità e sviluppo di competenze relazionali e creative, in un percorso co-costruito con i beneficiari.
Il progetto si è articolato in sei fasi consequenziali:
  • Intercettazione dei beneficiari – azione capillare di contatto tramite colloqui informali e incontri presso i presidi territoriali, in collaborazione con partner dell'accoglienza, che ha portato alla selezione di 20 persone in base a vulnerabilità socioeconomica e motivazione.
  • Bilancio delle competenze – guidato dalla psicologa Dott.ssa Francesca Brazzi in sessioni individuali e di gruppo, con strumenti narrativi, esercitazioni e role-play, per far emergere competenze formali e non formali, desideri professionali e capacità di gestione delle emozioni; ha prodotto un "Profilo Personale" per ciascun partecipante.
  • Educazione e alfabetizzazione finanziaria – in modalità laboratoriale e multilingue su bilancio familiare, risparmio, strumenti bancari di base, sostenibilità economica e introduzione all'autoimpresa, per contrastare l'analfabetismo finanziario e costruire una mentalità imprenditoriale responsabile.
  • Laboratorio artistico-vocazionale – condotto da La Talpa Stampa con l'atelierista Yasamin Marzooghfarhani: sei incontri su stampa artigianale, carta riciclata, legatoria, monotipo e xilografia con materiali ecocompatibili, come spazio di espressione e rielaborazione simbolica capace di rafforzare i legami e superare barriere linguistiche e culturali, con una riflessione sull'arte come possibile fonte di reddito.
  • Tutoraggio all'imprenditorialità e microcredito – con l'Ente Nazionale Microcredito (tutor Dott. Fabio Antonelli), ha accompagnato i partecipanti nella costruzione di business plan, analisi di mercato e piani finanziari sostenibili.
  • Evento conclusivo – momento conviviale presso la Sede Centrale della Fondazione (Via d'Azeglio 48, Bologna), con il supporto dei volontari tirocinanti: ogni beneficiario ha condiviso una pietanza della propria tradizione, alimentando scambio interculturale, riconoscimento reciproco e coesione del gruppo.

"L'inclusione sociale non nasce dall'assistenza, ma dal riconoscimento della dignità e dell'autonomia di ogni persona. Con Food for Thought abbiamo scelto un welfare rigenerativo che intreccia ascolto, creatività e capacitazione economica, restituendo a chi troppo spesso è considerato invisibile il proprio tempo, la propria voce e la possibilità concreta di costruire un futuro."

- Maria Benedetta Cabitza, Giuseppe Torluccio

L'IMPATTO DEL PROGETTO

Il progetto ha prodotto risultati significativi sul piano sia quantitativo sia qualitativo, confermando la validità di un modello di intervento centrato sulla persona e orientato alla generatività sociale.
Sul piano dei risultati misurabili si registrano il coinvolgimento attivo di 20 beneficiari in almeno due moduli progettuali, l'incubazione di 3 micro-attività imprenditoriali pronte per l'accesso a strumenti di microcredito e l'emersione di una micro-comunità solidale, fondata su legami spontanei e collaborazione reciproca.
A questi esiti si affiancano risultati qualitativi altrettanto rilevanti: un evidente incremento delle competenze trasversali dei partecipanti — organizzazione, lavoro di gruppo, gestione del tempo — e un miglioramento documentato del benessere psicologico e della capacità di autodeterminazione, con il progressivo riconoscimento del proprio valore e delle proprie potenzialità. Gli strumenti di valutazione adottati — questionari, colloqui e osservazioni in itinere — hanno confermato un impatto positivo diffuso in termini di empowerment soggettivo, inclusione sociale e orientamento al futuro.
L'elemento di maggiore innovazione risiede nella capacità di coniugare la dimensione artistica, quella psicologica e quella economico-imprenditoriale in un modello sistemico e integrato. In prospettiva di sostenibilità, il progetto lascia in eredità l'apertura di uno sportello informativo-formativo sul microcredito, il consolidamento delle reti con i partner territoriali e la creazione di un collettivo produttivo nei settori della legatoria e della stampa artigianale, configurandosi come un modello replicabile di comunità inclusiva, partecipata e generativa.

TESTIMONIANZE DEI BENEFICIARI

M., 34 anni, originaria del Marocco: "Quando sono arrivata pensavo di non saper fare niente, solo la casalinga. Con la psicologa ho capito che sapevo cucire, cucinare, organizzare, ascoltare le persone. Mi sono guardata di nuovo e ho pensato: forse valgo qualcosa anche qui."
D., 47 anni, italiano: "Dopo tre anni senza lavoro non parlavo quasi più con nessuno. Nel laboratorio ho imparato a fare la carta a mano e la legatoria, e senza accorgermi ho iniziato a parlare con gli altri. Adesso ho degli amici, ci sentiamo anche fuori. Quelle mani sporche di inchiostro mi hanno ridato qualcosa."
A., 29 anni, originario del Senegal: "All'inizio avevo solo un'idea confusa, dicevo 'vorrei vendere qualcosa di mio'. Con il tutor abbiamo messo tutto nero su bianco: i costi, i clienti, il piccolo prestito. Oggi ho un vero progetto in mano e per la prima volta penso al futuro come una cosa possibile."