Formazione è Tras-formazione: i tirocini di Fondazione Hospice, approccio pratico al lavoro in rete
Settore in cui opera l'Ente
Volontariato, filantropia e beneficenza
Volontariato, filantropia e beneficenza
Comune in cui opera l'Ente
Bologna
Bologna
Tipologia Ente
Fondazione
Sito Web
http://www.fondhs.org
http://www.fondhs.org
IL PROGETTO
La formazione in cure palliative costituisce un elemento cardine della mission della Fondazione Hospice Maria Teresa Chiantore Seràgnoli, da sempre orientata a unire teoria e pratica nella convinzione che la qualità della cura sia il risultato di una relazione circolare tra formazione e assistenza. In questa prospettiva, la Fondazione organizza tirocini pre e post lauream presso i propri hospice, in rete con la propria Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa (ASMEPA) e con l'Università di Bologna, con l'obiettivo di fornire a medici e professionisti sanitari gli strumenti necessari a gestire efficacemente la complessità della presa in carico dei pazienti e dei loro familiari, in un'ottica di lavoro condiviso con il territorio.
Il progetto si è articolato, tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025, nelle seguenti attività:
- Realizzazione di seminari informativi (settembre 2024 – gennaio 2025): il personale della Fondazione, con il supporto di ASMEPA, ha presentato agli studenti dei diversi corsi di laurea e delle scuole di specialità le cure palliative, il lavoro d'équipe multidisciplinare e la struttura dei percorsi di tirocinio professionalizzante;
- Pianificazione dei percorsi di tirocinio (novembre 2024 – febbraio 2025): i tutor accademici dell'Università di Bologna hanno raccolto le adesioni degli studenti e, in collaborazione con ASMEPA e i referenti della Fondazione, hanno calendarizzato i tirocini presso gli Hospice Bentivoglio, Casalecchio e Bellaria, calibrando durate e obiettivi formativi sulle esigenze di ciascuno studente, secondo un approccio sartoriale che ha garantito un elevato livello di personalizzazione;
- Avvio e svolgimento dei percorsi di tirocinio (gennaio – dicembre 2025): ogni tirocinante è stato affiancato quotidianamente da un tutor di area – medico, infermiere, psicologo o OSS – nell'ambito dell'équipe di cure palliative di riferimento, sviluppando gradualmente autonomia professionale secondo la logica del learning by doing e imparando il valore del lavoro in rete. Elemento di particolare innovatività del modello è il "diario di bordo", strumento strutturato dalla Direzione Medica della Fondazione in collaborazione con ASMEPA, che raccoglie gli obiettivi assistenziali, relazionali e comunicativi di ciascun tirocinante fin dall'avvio del percorso e ne traccia il raggiungimento in itinere, costituendo una guida quotidiana condivisa tra tutor e studente.
Il modello di formazione sul campo proposto dalla Fondazione Hospice rappresenta un investimento strategico non solo per la crescita professionale dei singoli tirocinanti, ma per il futuro stesso del servizio sanitario in cure palliative e, più in generale, per la qualità dell'assistenza sul territorio.
L'IMPATTO DEL PROGETTO
Il progetto ha raggiunto integralmente gli obiettivi quantitativi e qualitativi definiti in fase di proposta, attivando complessivamente 63 percorsi di tirocinio in cure palliative, per un totale di 1.100 giornate formative.
Nello specifico, il contributo di Fondazione Carisbo ha sostenuto l'affiancamento di 26 studenti dell'Università di Bologna, per un totale di 853 giornate di tirocinio, secondo la seguente distribuzione: Scuola di Specialità in Oncologia (9 studenti, 360 giornate), Scuola di Specialità in Medicina e Cure Palliative (6 studenti, 174 giornate), Scuola di Specialità in Medicina di Comunità e Cure Primarie (4 studenti e 141 giornate), Scuola di Specialità in Psicoterapia (3 studenti e 88 giornate), Corso di Laurea in Infermieristica (3 studenti, 75 giornate), Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia (1 studente e 15 giornate).
Il rispetto del monte ore e delle giornate lavorative prestabilite ha consentito a tutti i partecipanti di conseguire i crediti formativi previsti.
Sul piano dell'impatto, l'investimento nella formazione dei giovani professionisti genera un beneficio duraturo e diffuso per il territorio bolognese: i medici, gli infermieri e gli psicologi formati attraverso il progetto acquisiscono competenze assistenziali, comunicative e relazionali specifiche delle cure palliative, che porteranno nei diversi contesti sanitari in cui opereranno, contribuendo a rafforzare una rete di cura in grado di rispondere in modo sempre più adeguato ai bisogni delle fasce di popolazione più fragili, in un contesto demografico caratterizzato dall'invecchiamento della popolazione e dalla crescente incidenza delle patologie cronico-degenerative.