PACE pratiche accoglienti comunità educanti

Settore in cui opera l'Ente
Volontariato, filantropia e beneficenza
Comune in cui opera l'Ente
Bologna
Tipologia Ente

Associazione di volontariato

Social

IL PROGETTO

Accoglienza nella sua etimologia significa “portare verso”, è un’apertura: ciò che così viene raccolto o ricevuto viene fatto entrare in una casa, in un gruppo, in sé stessi. Accogliere vuol dire mettersi in gioco. La contemporaneità, governata dai modelli dello sviluppo economico a tutti i costi, dell’utilitarismo e dell’individualismo, esclude, a vari livelli, tutto ciò che è diverso, che non collima con il mondo del benessere, del successo, dell’abilismo. Accogliere vuol dire opporsi a questa globalizzazione dell’indifferenza (papa Francesco), tenere in sé la capacità di mettersi in gioco volendo conoscere il diverso. L’oratorio D. Marcheselli da anni rappresenta un importante presidio educativo in un territorio molto eterogeno sia per provenienze geografiche che per condizioni socio-economiche. L’accoglienza è la pratica di convivenza indispensabile per affrontare la fatica di porsi in ascolto e dialogo con le diversità. Il progetto PACE, in continuità con le progettualità degli anni precedenti intende promuovere e porre cura nelle pratiche accoglienti. Si rafforzeranno le pratiche già in essere che permettono di accogliere ragazz* e giovani adulti nelle loro fragilità e unicità, realtà associative che lavorano con le vulnerabilità, e, ad un livello comunitario, si costruirà un percorso rivolto alle persone che abiteranno gli appartamenti ristrutturi grazie al progetto Bet. Insieme alla comunità educante si prepareranno due momenti di festa aperti anche alla cittadinanza. L’intervento intende realizzare una conversione sociale che educa alla pace attraverso l’esercizio e la pratica dell’accogliere.
Es
tate ragazzi elementari: A conclusione dell’anno scolastico, circa 60 bambini delle scuole elementari vengono accolti per tre settimane di giochi, attività e storie. Dopo il periodo di pandemia, riteniamo fondamentale che i bambini possano svagarsi insieme in sicurezza. Li accompagneranno un gruppo di 20 animatori (ragazzi della scuola superiore) e uno staff di circa 30 volontari della parrocchia che comprende genitori, volontarie addette alla preparazione dei pasti e alla cura degli spazi. Il percorso di formazione coinvogle direttamnte i ragazzi che hanno pensato e diffuso un volanitno per la ricerca di peer come educatori e che parteicparanno attivamente nella costruzione del perocrso formativo.

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- Cristiana Crovetti, Laura Fazi

L'IMPATTO DEL PROGETTO

Scopo è la promozione dell'accoglienza come pratica di pace. Questo significa mettersi in gioco, accettare la sfida delle diversità che ci arricchisce ma, nel quotidiano ci provoca fatica. è una competenza che va nutrita: oltre alla cura delle pratiche già esistenti, si promuoverà un percorso di formazione rivolto a tutta la comunità che riconoscendosi nella sua costitutiva eterogeneità supera intenzionalmente i confini della propria comunità di culto

TESTIMONIANZE DEI BENEFICIARI

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