PACE pratiche accoglienti comunità educanti

Settore in cui opera l'Ente
Volontariato, filantropia e beneficenza
Comune in cui opera l'Ente
Bologna
Tipologia Ente

Associazione di volontariato

Social

IL PROGETTO

Accoglienza nella sua etimologia significa “portare verso”, è un’apertura: ciò che così viene raccolto o ricevuto viene fatto entrare in una casa, in un gruppo, in sé stessi. Accogliere vuol dire mettersi in gioco. La contemporaneità, governata dai modelli dello sviluppo economico a tutti i costi, dell’utilitarismo e dell’individualismo, esclude, a vari livelli, tutto ciò che è diverso, che non collima con il mondo del benessere, del successo, dell’abilismo. Accogliere vuol dire opporsi a questa globalizzazione dell’indifferenza (papa Francesco), tenere in sé la capacità di mettersi in gioco volendo conoscere il diverso. L’oratorio D. Marcheselli da anni rappresenta un importante presidio educativo in un territorio molto eterogeno sia per provenienze geografiche che per condizioni socio-economiche. L’accoglienza è la pratica di convivenza indispensabile per affrontare la fatica di porsi in ascolto e dialogo con le diversità. Il progetto PACE, in continuità con le progettualità degli anni precedenti intende promuovere e porre cura nelle pratiche accoglienti. Si rafforzeranno le pratiche già in essere che permettono di accogliere ragazz* e giovani adulti nelle loro fragilità e unicità, realtà associative che lavorano con le vulnerabilità, e, ad un livello comunitario, si costruirà un percorso rivolto alle persone che abiteranno gli appartamenti ristrutturi grazie al progetto Bet. Insieme alla comunità educante si prepareranno due momenti di festa aperti anche alla cittadinanza. L’intervento intende realizzare una conversione sociale che educa alla pace attraverso l’esercizio e la pratica dell’accogliere.
Consolidmanto rete territoriale: in continuità le progettualità precedenti, l’intervento si pone in un’ottica di sistema che si fonda sulla necessaria costruzione di una rete territoriale. Questa fase prevede il co-coordinamento con le diverse realtà coinvolte e/o interessate al progetto, dove poter condividere linee di lavoro per l’avvio delle attività, programmazione e verifica degli interventi. Sono state coinvolte le varie componenti associative e di volontariato presenti sul territorio con particolare riferimento a: Biblioteca Lame C. Malservisi, Senza il banco, Ufficio Reti del Comune di Bologna, gruppo delle GEV, l’associazione Gocce-Aiuti per l’Africa, l’ass.ne Next Generation Italy, Associazione Comunità papa Giovanni XXIII, il gruppo cittadino Civicamente Lame, Portico della Pace, l'ufficio UEPE (Ufficio esecuzione penale esterna), Ministero della giustizia Minorile di Bologna- Ufficio Servizio Sociale Minorenni, Cantieri Meticci, Quartiere Navile, I love Bolognina-Auser e Volontari senza Denari.
Accoglienza progetto BET:Avere compassione è riconoscere la sofferenza dell’altro e passare subito all’azione per lenirla e curarla, significa, cioè impegnarsi coinvolgersi davanti alle ingiustizie. In continuità con l’intervento di adeguamento di alcuni locali proposto nel precedente progetto, questa azione si propone di agire con compassione. Dopo aver creato uno spazio adeguato con i lavori del precedente progetto, è iniziata la fase di costruzionedi un lugo accogliente. In sinergie con l'équipe di Caritas Diocesana dedicata al progetto Bet, è stata fatto un percorso di formazione che ha curato sia le competenze inerenti la costruzione di un gruppo che le dimensioni della spiritualità. Questo percorso ha coinvolto un gruppo di volontari della comunità che hanno costituito una équipe allargata di sostengo al progetto. In questo gruppo, infatti ci sono sia volontari che insieme a personale Caritas hanno costiuito l'équipe di progetto dedicata alla selezione e ai colloqui dei nuovi ospiti; che altre figure deidcate al supporto pratico e logistico.
Il percorso di formazione coinvolgerà anche la comunità allargata affinché possa mettere a frutto con competenza pratiche accoglienti. Si prevedono momenti di monitoraggio sull’andamento del percorso. L'équipe di progetto lavora in concerto con la Fondazione S. Petronio per la cura delle relazioni con gli accolti e tra gli accolti e la comunità.
Al momento sonon già in accolgienza una famiglia nigeriana composta da una coppia e una bambina, un volontario con la funzione di "buon vicinato" che favorirà l'introduzione nella vita comunitaria e verranno ancora accolte 6 persone in un locale e 2 studenti e/o lavoratori. Verrà proposto

Estate ragazzi medie:l'estate è un'occasione per cononscere la città andando fuori dal quartiere. La proposta ha coinvolto 18 ragazzi e ragazze dagli 11 ai 14 anni. Oltre a pomeriggi deicati al gioco, ci sonon stati moneti dedicati alla testimonianza e trekking urbano. Da anni lavoriamo con gli aodelscneti sui temi della sostenibilità, del rispetot dell'ambiente, sui diritti ad avere giuste condizioni di lavoro. L'obiettivo è stimolare una coscienza critica che possa renderli conusmatori attenti e cittadini attivi.Quest'anno abbiamo conosciuto la relatà di Leila, la bilbioteca degli oggetti che ha proposto un modello concreto e diverso di consumo, dove la condivisione e il gruppo sostituisconon l'idea di possesso. Abbiamo inoltre incontrato L'emporio solidale Camilla che ci ha fatto riflettere sull'importnaza di conooscere qual è il prezzo umano e maibnetale di ciò che consumiamo. Infine, è stato importnate asocltare la testimonianza di Jan, un ragazzo afghano che a Bologna ha avuto una sua seconda casa e che oggi ha un risotrante Kabulagna che rappresenta una chance concreta per ragazze (i migranti in cerca di una esistenza dignitosa. L'estate ragazzi delle medie rappresenta sempre un'opportunità per i ragazzi e le ragazze di uscire dal quartire e di vedere parti di Bologna ( parchi, monumenti, relatà del privato sociale) che non tutti hanno occasione di conoscere. è stata fondamentale la collaborazione dei genitori perchè tutto il trekking urbano e gli incontri si sonon svolti nella fascia pomediano-serale, anche per anchar eincontro all'esigenza di crescita degli adolescenti.

Estate Ragazzi medie beverara

Prendersi Cura

Estate Ragazzi medie beverara

Prendersi Cura

Estate ragazzi elementari: A conclusione dell’anno scolastico, 75 bambini delle scuole elementari sono stati accolti per tre settimane di giochi, attività e storie. Dopo il periodo di pandemia, riteniamo fondamentale che i bambini possano svagarsi insieme in sicurezza. Li accompagneranno un gruppo di 35 animatori (ragazzi della scuola superiore) e uno staff di circa 30 volontari della parrocchia che comprende genitori, volontarie addette alla preparazione dei pasti e alla cura degli spazi. Il percorso di formazione coinvogle direttamnte i ragazzi che hanno pensato e diffuso un volanitno per la ricerca di peer come educatori e che parteicparanno attivamente nella costruzione del perocrso formativo.

Festa fine attività:Il lievito e il sale. Si è svolta dal 4 al 7 giugno la festa di conclusione delle attività. Ha coinvolto tutta la comunità nella sua preparazione. particolarmente singificativo la realizzazione di un mercatino di abbigliemento di seconda mano preparato dalle ragazze e dai ragazzi insieme ad un gruppo di genitori. gli adoelsnceit hanno , come ormai è tradizione da anni, organizzato attività di autofinanziamento per sostener ele attività a loro rivolte. Questo permette di agire in un'ottica di equità sostenendo le famiglie in difficoltà economiche. Durante la festa è stata pesentata alla comunità la famgilia nigeriana accolta nell'appartmanto "Don nildo Pirani" del progetto Bet. la festa è sempre un momento comunitario importnate e una bella occasione per chi volesse avvicinarsi alla realtà beverarese.

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- Cristiana Crovetti, Laura Fazi

L'IMPATTO DEL PROGETTO

Scopo è la promozione dell'accoglienza come pratica di pace. Questo significa mettersi in gioco, accettare la sfida delle diversità che ci arricchisce ma, nel quotidiano ci provoca fatica. è una competenza che va nutrita: oltre alla cura delle pratiche già esistenti, si promuoverà un percorso di formazione rivolto a tutta la comunità che riconoscendosi nella sua costitutiva eterogeneità supera intenzionalmente i confini della propria comunità di culto

TESTIMONIANZE DEI BENEFICIARI

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