Ricominciamo dal Fondo

Settore in cui opera l'ente
Volontariato, filantropia e beneficenza
Città in cui opera l'ente
Bologna
Tipologia ente

Associazione di promozione sociale

Social

IL PROGETTO

Nel corso di questo progetto, grazie al contributo della Fondazione carisbo, siamo riusciti ad attivare diverse azioni, fra le quali: - Ripartiamo dal Fondo... insieme al Comini. Percorso integrato per anziani fragili e caregiver, condotto da professionisti sanitari. Attività psicomotorie e relazionali, prevenzione della non autosufficienza e promozione del benessere fisico, mentale e sociale; consulenze individuali a partecipanti, caregiver e volontari; sostegno alla manutenzione della rete tra i rappresentanti degli enti pubblici e del terzo settore; incontri e rinfreschi alla fine di ogni corso per partecipanti, parenti, conoscenti e cittadinanza, anche con l’intento di coinvolgere nuovi partecipanti per i prossimi corsi e reperire nuove risorse umane ed economiche per le prossime attività. - Percorsi di integrazione per donne straniere: potenziamento dell'autonomia comunicativa, per promuovere l’integrazione sociolinguistica e l’inserimento di donne straniere nel territorio. L’Azione è gestita, in costante sinergia con l'Ufficio Reti e i Servizi Sociali del Quartiere, da una docente con specifiche competenze nell’insegnamento dell’italiano a stranieri. - Colazioni solidali, offerte due volte la settimana durante tutto l’anno, in collaborazione con le “Cucine Popolari”. La maggior parte degli ospiti, italiani e stranieri, è segnalata dai Servizi Sociali. - Merende intergenerazionali: sempre in ottica inclusiva e di integrazione tra generi, generazioni e culture, la Casa di Quartiere offre un contributo di spazio, tempo, cibo e bevande a iniziative aggregative autonome della comunità, con rinfreschi e merende “intergenerazionali”. - Sostegno e partecipazione al progetto “Immagini della Memoria”, in collaborazione con Centro Montanari e con altri centri ANCeSCAO del quartiere Navile. Rivolto da ventinove anni agli studenti delle scuole medie inferiori per promuovere la conoscenza del territorio attraverso la storia dei luoghi significativi del quartiere, favorire uno spontaneo legame solidale tra generazioni anche attraverso la conoscenza della Resistenza, far conoscere ai ragazzi di origine straniera la storia del territorio in cui abitano. - Sostegno e partecipazione all’iniziativa "Giardini della condivisione”, per stranieri richiedenti asilo in attività di cura e socializzazione. - Sostegno all’iniziativa “Estate nel Parco” per persone autosufficienti o con lievi problemi di autonomia. Segnalazione di partecipanti e contributi con pranzi, cene e/o eventi per raccolta fondi. - Sostegno all’iniziativa “Cerco l’estate tutto l’anno”, avviata grazie a un crowfunding per offrire a soggetti fragili di “Estate nel Parco” l’opportunità di ritrovarsi un giorno la settimana durante tutto l’anno. Contributo con eventi, pranzi e cene per la raccolta fondi, per finanziare trasporto e accompagnamento, in collaborazione con Quartiere, Auser, ANCeSCAO e Cadiai. - Sostegno alla Rete “I Love Bolognina” per attività di cittadinanza attiva. - Laboratori di manualità e di espressione per donne straniere: laboratori di sartoria, anche al fine di creare gruppi e di ottenere maggior sinergia con altre azioni del progetto. - Laboratori di teatro inclusivo: Percorsi teatrale rivolti a gruppi selezionati di cittadine e cittadini di qualsiasi età, anche stranieri. L’intenzione è soprattutto quella di coinvolgere donne di varie nazionalità e parte soprattutto dalla consapevolezza dell’enorme carico di lavoro di cura a cui sono sottoposte, e che troppo spesso le sottrae a occasioni di socialità autentica e autonoma. L’Azione è progettata in sinergia con le altre del progetto. Gli incontri sono condotti da un’attrice professionista legata da tempo alla realtà sociale cittadina. - In fondo siamo ancora qua, appuntamenti al Fondo Comini con preadolescenti del quartiere Navile. Questa Azione si propone di coinvolgere ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di primo grado della zona Bolognina, con l’idea di condividere un percorso laboratoriale che favorisca una presa di coscienza sugli spazi pubblici che si costituiscono quali luoghi di aggregazione giovanile. Il laboratorio vuole anche promuovere una consapevolezza estetica, nella convinzione che uno spazio curato ed esteticamente piacevole favorisca il benessere di chi lo abita. - Sostegno all’iniziativa “Gallo da Tre 2020” - Tre giorni di tornei di basket, musica, gastronomia e altro. La Casa di Quartiere, insieme ad altre realtà del territorio, ha collaborato all’evento itinerante ideato e realizzato dall’Associazione “La Ricotta”, che si è occupata anche della riqualificazione dell’attiguo campo da basket grazie all’intervento del Quartiere Navile.

L'associazione “Centro Sociale Fondo Comini APS”, associata all’ANCeSCAO (Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti), si è formalmente costituita il 4 aprile 1997, anche se esiste “di fatto” dal 4 aprile 1983. È un’Associazione di Promozione Sociale dal 26 novembre 2003. Le sue attività si sono svolte finora gestendo l’omonimo centro anziani, all’interno di una grande area verde comunale che comprende il Giardino “Donatori di sangue” (con alberi, tavoli, panchine e uno spazio-giochi per bambini), una superficie per sgambatura cani, due campi da calcio, un campo da basket in fase di riqualificazione. A pochi metri di distanza, all’interno della Casa del Popolo Battiferro, si trova la prima sede delle Cucine Popolari, gestite dall’Associazione Civibo. Ai confini Ovest dell’area si trovano le Scuole dell’Infanzia Bolzani e Flora. Da molti anni gli spazi ospitano corsi di yoga, attività motorie, ballo, tango, pilates, ecc. Si realizzano occasioni di incontro per i soci del centro; rinfreschi, pranzi e cene sia per autofinanziamento sia per contribuire al sostegno di iniziative di altre realtà; si mettono a disposizione dei soci e dei cittadini che lo richiedono spazi e/o attrezzature per riunioni, compleanni, feste e azioni rivolte alla comunità (minori, anziani fragili, indigenti, famiglie, sportivi, minoranze straniere); si ospitano eventi all’aperto; si mettono quotidianamente a disposizione dei cittadini che frequentano il Giardino i servizi igienici, le attrezzature e un tavolo da ping-pong costruito in collaborazione con il Quartiere; i volontari del Centro si occupano del monitoraggio dell’area circostante per eventuali interventi di manutenzione. Nel 2019 è partito un ampio progetto - denominato “Ricominciamo dal Fondo” - che ha partecipato al Bando “Welfare di Comunità” della Fondazione Carisbo. Nello stesso anno, “Fondo Comini” è stato scelto sia come una delle nove sedi del progetto “Portierato di Comunità” sia come capofila di turno della rete “I Love Bolognina”. Nel 2020 il progetto “Ricominciamo dal Fondo” ha nuovamente partecipato al Bando “Welfare di Comunità e generativo” della Fondazione Carisbo, riuscendo ad ottenere ancora un contributo. Durante il primo lockdown del 2020 (causa Covid-19) il Centro è stato chiuso. Riaperto in estate, dal 26 ottobre è ancora rimasto chiuso, per riaprire nella primavera 2021. Nel frattempo, è stata firmata la nuova convenzione con il Comune di Bologna e il vecchio “centro sociale” si è trasformato ufficialmente nella “Casa di Quartiere Fondo Comini”.

- Adalberto Bocchi

L'IMPATTO DEL PROGETTO

Alcuni dei cambiamenti che pensiamo di aver contribuito a generare sui beneficiari di questo progetto e sulla comunità intera, considerando le restrizioni dettate dall'emergenza pandemica, sono stati: 1. RIFORMA E RIORGANIZZAZIONE DEL CENTRO SOCIALE FONDO COMINI, fino a un paio di anni fa frequentato quasi esclusivamente da persone anziane e aperto poche ore al giorno, e sua trasformazione in una vera “Casa di Quartiere”, un centro per tutti: contenitore, punto di riferimento dell'intera comunità nelle sue dimensioni fisiche, psicologiche, sociali, ambientali e culturali. Non solo uno spazio fisico e sociale ma anche cognitivo: un insieme di risorse materiali e immateriali utili per declinare in termini progettuali molte delle priorità tematiche identificate dal Programma Obiettivo e dalla recente “Agenda” di Quartiere. In particolare: servizi sociosanitari; cultura, aggregazione e inclusione; educazione e spazi di formazione; verde, ambiente e spazio pubblico; aree e edifici dismessi, ecc. Il nuovo modello della Case di Quartiere, pur nella prospettiva di ampliare le opportunità sociali a favore di nuovi target di popolazione, dovrà però permettere alle stesse di continuare a rappresentare un punto di riferimento per la popolazione anziana e soprattutto di continuare a promuovere, in ottica generativa, il ruolo attivo degli anziani, sia tra i volontari sia tra i beneficiari diretti e indiretti delle iniziative (ruoli e funzioni che sempre più spesso si confonderanno nei prossimi anni, considerando la crescita dell'età media dei volontari stessi), per valorizzare le risorse interne ancora presenti e prevenire isolamento, esclusione sociale e non-autosufficienza. 2. ATTIVAZIONE PERMANENTE DI OCCASIONI DI INCLUSIONE E INTEGRAZIONE, tra cittadini di diversa età, genere e provenienza etnico-culturale, per mirare a una sempre più solida coesione della comunità e a un miglioramento della qualità di vita delle persone, della loro salute e benessere fisico, psicologico e sociale, e di quello delle famiglie, dei caregiver, dei gruppi, delle istituzioni; attivazione di percorsi per intercettare, sia nelle fasce giovani sia in quelle adulte e più anziane, disagi causati da solitudine e isolamento. 3. PROMOZIONE CONTINUA DI INIZIATIVE E INTERVENTI PER IL BENESSERE BIOPSICOSOCIALE, CULTURALE E AMBIENTALE, per prevenire disagio e fragilità, coinvolgendo e formando un numero sempre crescente di cittadini, sia tra i neopensionati sia tra i giovani studenti, rendendoli più esperti e consapevoli e facilitando un loro eventuale inserimento nel mondo del volontariato. 4. STRUTTURAZIONE DI UN MODELLO REPLICABILE IN ALTRE CASE DI QUARTIERE, sviluppo e valorizzazione di una vera rete di comunità e di prossimità (fisica, sociale, cognitiva) fra i diversi attori (pubblici, privati e del terzo settore, parrocchie, comitati, singoli cittadini), solida e strutturata, una vera "prassi" non occasionale e/o temporanea, un processo che favorisca non solo la presa in carico di situazioni di fragilità estrema ma anche la prevenzione del disagio a tutti i livelli nei soggetti considerati “sani”. Ripensamento della governance territoriale: effettiva tessitura di una rete, visione realmente co-progettuale, proficua collaborazione con il Servizio sociale di comunità e con l'Ufficio Reti, coerenza con il Piano di Zona, allo scopo di costituire una vera comunità di pratica e un welfare “in azione”. 5. COINVOLGIMENTO NELLA CONTINUA OFFERTA DI POSSIBILI RISPOSTE AL TREND IN DIMINUZIONE DELLE RISORSE PUBBLICHE per la prevenzione, a quello in aumento dell’incidenza delle malattie croniche, all’invecchiamento della popolazione, all’impoverimento (economico, educativo, culturale, relazionale, di accesso a opportunità.